Qual è la Voce della tua azienda? - parte 1

Aggiornato il: feb 1


Perché un altro articolo sul tono di Voce? Non saremo noi a dirti qualcosa di nuovo di un tema di cui già molto si è scritto negli ultimi anni e nel cui ambito lavorano agenzie e professionisti più competenti.


C’era dunque bisogno di un ulteriore articolo?


A nostro avviso, questo tema è stato quasi sempre trattato come fosse solo “roba” per grandi Brand, e questo post perciò nasce invece dalla necessità di mostrare i vantaggi di una strategia sulla identità verbale anche alle aziende di piccole e piccolissime dimensioni con cui spesso lavoriamo.


Vogliamo capire insieme cos’è e a cosa serve avere un TOV, ma anche perché è necessario maneggiarlo con estrema cautela.







Cos’è il Tono di Voce?


Il cosiddetto ToV potremmo dire che è la personalità dell’azienda trasmessa attraverso i testi scritti.


Si parla anche di ToV come di identità verbale, per differenziarla dalla identità visiva di un'azienda costituita da logo, colori, font, grafiche e immagini che la caratterizzano; entrambe concorrono a costruire la brand identity, ovvero l’insieme di


codici visuali, testuali, verbali, sonori, olfattivi e tattili che coerentemente con gli obiettivi strategici hanno il compito di rendere riconoscibile l’emittente e costruire una memorizzazione differenziante. (da Gaetano Grizzanti, Brand Identikit.)


In poche parole, costruire una identità verbale offre all’azienda la possibilità di differenziarsi, rendersi riconoscibile e restare impressa nella memoria dei clienti, attraverso i testi scritti. Ma non per i suoi contenuti, non per il cosa l’azienda vuole dire, quanto per come lo dice.



Perché è sempre più importante?



Nel mondo digitale le immagini sono diventate fondamentali ma, contemporaneamente, ci troviamo anche a scrivere sempre di più: nelle pagine del sito web, nelle newsletter e sul blog, nei post sui social media, nelle mail indirizzate ai clienti e quelle ai collaboratori interni, sulle chatbot, nei copy ideati per i video. Inoltre continuiamo a farlo su brochure, schede di prodotto, cartellonistica in negozio, stampa e in generale media cosiddetti tradizionali.


Scriviamo per pubblicizzare un prodotto o un servizio, per relazionarci con i clienti, per raccontarci come azienda, con i nostri valori e la nostra identità. E tutti i testi che una azienda anche piccola, o un lavoratore autonomo, produce comunicano, volente o nolente, una personalità.


Nella regione in cui operiamo, la Valle D’Aosta, il tema della identità verbale, e spesso anche quello della identità visiva, è ancora poco conosciuto dalle aziende che sono in gran parte di piccole dimensioni.


Nella maggior parte dei casi chi si occupa professionalmente di comunicazione raramente predispone una strategia che vada oltre l’identità visiva e incorpori l’identità verbale. Non sempre è un male, perché, come suggerisce Valentina Falcinelli, la professionista più autorevole in Italia di ToV secondo Giuliana, la nostra stategist che scrive l'articolo, se fare il copywriter non significa "solo" scrivere bene in italiano, il ToV è senza dubbio l’Everest del copywriting!


Bisogna dunque non improvvisarsi ma studiare e fare molta pratica.


Tuttavia, anche per le piccole aziende, riflettere sulla strategia di brand e correre qualche rischio definendo la propria identità verbale, è fondamentale per almeno 3 motivi:


1. Per differenziarsi dalla concorrenza sul web.


La SEO Google e la corsa alla indicizzazione hanno appiattito i testi presenti sul web. L’uso delle “parole chiave” rende più o meno uguali tutti i siti delle aziende appartenenti ad uno stesso settore. Se poi lasciate che siano gli sviluppatori del vostro sito a creare le call-to-action e i microtesti... il vostro sito apparirà, come tanti altri, un insieme di “segui” "acquista ora" e “clicca qui”.


2. Per trasmettere coerenza.


I testi scritti, dicevamo, si sono moltiplicati con il digitale, e allo stesso tempo scrivere su una tastiera per un ampio pubblico sembra essere alla portata di tutti. Spesso per praticità e poca organizzazione si affida il compito della scrittura aziendale a più persone, in azienda e fuori.


Senza strategia sulla identità verbale, senza una linea guida unica, nella migliore delle ipotesi avrai un linguaggio neutro, uguale a tante altre aziende “giovani e dinamiche” che offrono “servizi a 360°”.


Nella peggiore delle ipotesi, però, senza linee guida precise sul Tono di Voce da utilizzare in azienda avrai le schede prodotto in incomprensibile tecnicese scritte dal tuo responsabile commerciale, i social saranno freschi e colloquiali perché gestiti da tuo nipote diciassettenne, e le mail di risposta automatica dell’iscrizione alla newsletter parlano come un robot di un romanzo di Asimov. Il tono di queste tre voci così diverse offrono l’immagine di una azienda dalla personalità confusa e difficilmente il tuo target si identificherà con il tuo brand.



3. Per rendere l’azienda più vicina ai clienti.


Il ToV identifica il pubblico con l’azienda, in cui si riconosce. Una azienda che, ad esempio, vuole parlare ai giovanissimi sarà loro più vicina con frasi brevi e ritmate, in rima, vicine alla musica trap. Un avvocato con poca esperienza che ha un target adulto, potrà acquisire più autorevolezza adottando un tono di voce più professionale e freddo, rispetto al tono colloquiale che usa "spontaneamente".


Se adesso è forse più chiaro perché è importante avere una strategia sul Tono di Voce, anche se sei una piccola azienda o un professionista, la domanda è: come costruire la propria identità verbale?


Ne parliamo la prossima settimana!

Continua a seguirci.



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